O. DUFLO-BOUJARD

Malattie vascolari e degenerative della retina

e del nervo ottico

Le affezioni vascolari sono strettamen- te collegate a tre fattori principali:
- l’arteriosclerosi
- l’ipertensione
- il diabete
a cui si deve aggiungere la sindrome di
Horton.
Questi fattori sono all’origine di inci- denti circolatori acuti che potranno pro- dursi:
- a livello della retina: obliterazioni ar- teriose,
- a livello del nervo ottico: ischemia an- teriore acuta del nervo ottico
- a livello della coroide: membrana va- scolare che tappezza la retina, una ve- ra e propria spugna le cui maglie fuo- riescono dalle arterie ciliari corte po- steriori.
Arteriosclerosi ed ipertensione sono spesso legate.

LA PATOLOGIA RETINICA VASCOLARE L’intervento terapeutico è possibile so- lo prima che compaiano i segni di scom- penso. I farmaci sono molto simili a quelli somministrati per l’ipertensione arteriosa e l’arteriosclerosi: sono pre- scritti in funzione dei segni patogene- tici. Tra i più frequentemente prescrit-

ti: AURUM METALLICUM, BARYTA CARBONICA, PLUMBUM, NUX VOMI- CA, SULFUR: CALCAREA CARBONICA, LUESINUM.
Invece, alcuni rimedi saranno indicati in caso di pre-trombosi: ACONIT, BEL- LADONNA, GLONOINUM, VERATRUM VIRIDE.
Saranno scelti in funzione delle moda- lità, dei fenomeni di congestione cefa - lica e retinea e dei fenomeni di accom- pagnamento.

Incidenti retinei vascolari

• A livello arterioso
La temibile obliterazione arteriosa:
- totale ed irreversibile: quando il tron- co dell’arteria centrale della retina è ostruita. La retina non riesce più a fun- zionare.
- parziale: una ramificazione dell’arte- ria centrale è obliterata, amputando brutalmente un settore del campo vi- suale corrispondente e drammatica se le ramificazioni maculari sono inte- ressate.
- se l’arteria è ostruita a monte del li- vello del nervo ottico, si ha un quadro di neuropatia ottica ischemica ante- riore acuta, di cui non si deve dimen- ticare che l’arteriosclerosi ne è la cau- sa più frequente, con la sindrome di
Horton responsabile nel 20% dei casi.
• A livello venoso
Le occlusioni venose possono interes- sare anche il tronco della vena centra- le della retina o le sue ramificazioni. L’occlusione della vena centrale della retina si traduce con un quadro bruta- le di perdita di vista da un occhio e di sindrome emorragica. L’angiografia fluoroscenica ha fatto progredire le co- noscenze in merito alla dinamica circo- latoria di questa affezione ed ha per- messo di individuare tre forme cliniche di occlusione venosa:
- capillaropatia edematosa in cui domi- nano la stasi, la dilatazione venosa, l’edema retinico di cui sono testimo- nianza le diffusioni di colorante at- traverso le pareti venose;
- la capillaropatia ischemica in cui do- minano la non perfusione del letto re- tineo, i neo-vasi generati dall’ischemia;
- le forme miste di occlusione venosa associano zone di ischemia e zone di edema retineo, e la prognosi visiva di- pende dall’interessamento o meno della macula.

Il trattamento delle occlusioni venose

• Trattamento classico
Molto schematicamente tutte le prime settimane gli anti-aggreganti trombo-

citari, gli anti-coagulanti ed i vaso-di- latatori. Quanto ai fibrinolitici, gli stu- di randomizzati sono contraddittori. Per alcuni autori, faciliterebbero la ricana- lizzazione o la costituzione di una cir- colazione sostitutiva. Sembrano essere tutti indicati per le forme edematose e miste oltre che precoci. Sarebbe auspi- cabile la fotocoagulazione con il laser all’argon in due forme:
- le forme ischemiche per frenare lo svi- luppo di neo-vasi ed evitare il glau- coma secondario;
- nel caso degli edemi maculari che complicano il 70% delle capillaropa- tie edematose seguendo un protocol- lo particolarmente preciso in funzio- ne della prossimità della macula.
• Trattamento omeopatico
Tre sistemi per gestire le occlusioni ve- nose con un trattamento omeopatico:
• I veleni di serpente
- BOTHROPS prima di tutto per il suo tropismo venoso
- LACHESIS preferibilmente nelle for- me ischemiche e miste in cui domina la componente arteriosa
- CROTALUS nel caso di emorragia dif- fusa o che si diffonde a livello del cor- po vitreo
- NAJA NIGRICOLIS quando esiste una componente infiammatoria ben pre- cisata.
• I rimedi di travaso sanguigno ben de- finiti dallo studio angiografico:
- ARNICA MONTANA
- HAMAMELIS
- BELLIS PERENNIS
• Sono indicati anche tre altri rimedi:
- AURUM METAL sarà il farmaco più indicato per le disfunzioni circolatorie dell’emi-retina inferiore, responsabile di questa emianopsia orizzontale
- e due rimedi per edema della mem- brana nervosa:
- APIS MELLIFICA
- GELSEMIUM.

DEGENERAZIONE MACULARE LEGA- TA ALL’ETA’

Rappresenta la principale causa di ce- cità in Occidente nei pazienti con oltre
50 anni.

Tre forme principali:

- le degenerazioni micro-cistiche: pri- mitive della macula, responsabili del- la lisi del tessuto della retina che sfo- cia in un vero e proprio buco macu- lare. L’interessamento specifico della vista dipende dalla profondità del fo- ro. Si insiste attualmente sul ruolo meccanico della retrazione pre-macu- lare del corpo vitreo (GASS);
- la degenerazione colloide, maggior- mente frequente, è spesso legata ad un fattore genetico ed è caratterizzata dalla presenza sulla retina di macchie bianco-giallastre o drusen, legate al- la degenerazione dell’epitelio pig- mentato e della membrana di Bruch che la separa dalla coroide. Questi dru- sen sarebbero dei depositi di materia- le di degenerazione delle cellule della retina che aumentano con l’età.
E’ possibile distinguere:
- i drusen miliari, piccoli e secchi che evolvono verso una terza forma, la de- generazione aureolare.
- I drusen sierosi, che possono allar- garsi e confluire minacciando a quel punto la macula e la vista.

Il trattamento

Il trattamento classico con specifico obiettivo vascolare rimane aleatorio in termini di efficacia. Attualmente, si in- siste sul ruolo dei radicali liberi legati all’azione della luce sulla retina, che, at- traverso fenomeni biochimici comples- si, implicherebbe il superamento della riserva fisiologica dell’epitelio pigmen- tato e la sua saturazione con prodotti di
degradazione.
Sono particolarmente interessanti i fat- tori anti-radicali liberi, zinco, vitamine C e E, selenio.
La foto-coagulazione al laser si rivolge ai neo-vasi quando sono diagnosticati precocemente ed in base ad un proto- collo veramente specifico in funzione dalla distanza dalla macula.
Il trattamento omeopatico sarà indica- to soprattutto sulle degenerazioni col- loidi ed aureolari per cercare di rallen- tarne l’evoluzione e di ritardarne le complicanze.
I farmaci utilizzati risultano efficaci so- prattutto sull’invecchiamento e sulla degenerazione tessutale: CAUSTICUM, PHOSPHORUS, PLUMBUM.
I farmaci la cui azione è più precisa- mente vascolare: AURUM METAL, BARYTA CARBONICA, SULFUR.
I farmaci diatesici, soprattutto quelli della serie leusinica: CALCAREA FLUOR, LEUSINUM e della serie sicoti- ca: THUYA, NATRUM SULF.
Questo trattamento risulterà utile so- prattutto sulla totalità psicosomatica del paziente portatore di degenerazioni maculari ma la scelta risulta particolar- mente difficile quando la degenerazio- ne rimane un fenomeno locale che si presenta in pazienti in buone condizio- ni di salute e senza disfunzioni biolo- giche.
Risulta anche particolarmente difficile valutare i risultati rispetto all’evoluzio- ne imprevedibile spontanea, tanto da dover sempre essere vigilanti, combat - tivi e modesti. Questa è anche l’unica possibile conclusione di questo tentati- vo di sintesi e di trattamento di affe- zioni che rimangono spesso dolorosa- mente inesorabili.